Il Comitato d’Azione per il Mediterraneo Pubblica il Suo Secondo Rapporto Principale “Il Mediterraneo Attraverso il Lavoro: Un Partenariato per il Futuro”
Il Comitato d’Azione per il Mediterraneo (CAM) ha pubblicato il suo rapporto principale per il 2026, La Méditerranée par le travail: un partenariat pour l’avenir, redatto da Hakim El Karoui e François Gaüzère-Mazauric.
Il rapporto illustra le ragioni demografiche a sostegno di un nuovo modello di cooperazione euro-mediterranea fondato sulla mobilità del lavoro. Mentre i paesi europei affrontano un accelerato declino demografico e una riduzione della forza lavoro, le economie nordafricane stanno producendo una generazione crescente e sempre più qualificata di laureati che si scontra con la disoccupazione strutturale e la fuga dei cervelli. Se non affrontata, sostiene il rapporto, questa divergenza aggraverà la carenza di manodopera nel Nord e alimenterà la perdita di competenze e l’instabilità nel Sud.
Basandosi su un’analisi settore per settore, dall’edilizia e dall’ospitalità all’assistenza sanitaria, alla cura degli anziani, all’informatica e ai servizi professionali, il rapporto individua i settori in cui la carenza di manodopera è più acuta e dove i talenti del Sud stanno già colmando il divario. Esamina inoltre il costo della fuga dei cervelli per i paesi del Sud e mette in evidenza le iniziative già esistenti nel settore privato e pubblico che stanno costruendo ponti tra le due sponde.
La proposta centrale del rapporto è un piano d’azione per quella che definiamo una “CECA migratoria” mediterranea — che riecheggia la Comunità del Carbone e dell’Acciaio che diede avvio all’integrazione europea — costruita questa volta attorno alla circolazione del capitale umano: mappatura coordinata delle competenze, partenariati strutturati di co-formazione tra istituzioni del Nord e del Sud, percorsi semplificati dallo studio al lavoro e strumenti di finanziamento innovativi come gli scambi debito-formazione.