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Il Comitato d'Azione per il Mediterraneo e la LUISS School of Government lanciano una serie di seminari congiunti sulla mobilità dei talenti nel Mediterraneo

Il Comitato d’Azione per il Mediterraneo e la LUISS School of Government lanciano una serie di seminari congiunti sulla mobilità dei talenti nel Mediterraneo

Il Comitato d’Azione per il Mediterraneo (ACM) e la LUISS School of Government, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, hanno lanciato “Mediterraneo 2050: Come Trasformare Il Divario Demografico In Risorsa Per La Pace”, una nuova partnership dedicata alla costruzione di percorsi per i talenti tra Europa e Nord Africa, una collaborazione che ha già prodotto due seminari congiunti, a Roma (5–6 marzo 2026) e a Milano (17 giugno 2026).

La partnership risponde a una realtà demografica evidente: mentre i paesi della sponda meridionale stanno producendo popolazioni giovanili numerose e sempre più qualificate che si trovano ad affrontare una disoccupazione strutturale, le economie del Mediterraneo settentrionale si confrontano con forze lavoro in calo e crescenti carenze occupazionali. Anziché considerare questa divergenza come una minaccia, l’iniziativa ACM-LUISS la inquadra come un’opportunità per partnership di mobilità equilibrate e reciprocamente vantaggiose.

La serie si è aperta a Roma, riunendo esperti, rappresentanti istituzionali e studenti per esaminare la circolazione dell’istruzione superiore e delle competenze, per poi proseguire con gruppi di lavoro che hanno prodotto raccomandazioni politiche concrete.

È proseguita a Milano, presso il LUISS Hub, con il titolo “Dalla Formazione all’Occupazione: Costruire Percorsi per i Talenti nel Mediterraneo”. Il seminario ha riunito voci dell’OCSE, dell’Autorità europea del lavoro, dell’ILO, della Migration Partnership Facility e di istituti di formazione italiani per mappare le carenze di manodopera, esaminare i modelli esistenti di partnership per i talenti e discutere cosa sarà necessario per portarli da decine di migliaia ai milioni di lavoratori di cui la regione avrà bisogno.

Nel corso di entrambe le sessioni è emersa una conclusione condivisa: i quadri politici sono importanti, ma sono le imprese, gli istituti di formazione e le persone che costruiranno in ultima analisi i ponti tra le due sponde del Mediterraneo.

Le raccomandazioni emerse dalla serie saranno presentate al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per contribuire a orientare la sua politica sulla mobilità del lavoro con il Mediterraneo meridionale.

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